04 dicembre 2009

Piatto scelto: "Peperoni ripieni!

Pochi voti, ma sui peperoni ripieni. Per cui,vi vado a presentare questo piatto!
 
Ingredienti:
-4o5 peperoni rossi o verdi (io uso sia quelli freschi che sotto aceto)
-300 carne macinata
-latte
-mollica di pane fresco o non
-uova( oppure olio d'oliva)
-sale
-pinoli
-pezzetti di noci
-prezzemolo
-pangrattato
-pepe     

Dunque, si prende la mollica di pane, di cui si puo' usare anche quello non fresco, per consumarla e non doverla buttare, e si mette in un terrina con un pò di latte.. Intanto, si fa soffriggere la carne macinata, che andrà a comporre il ripieno dei nostri peperoni.  Poi, prendiamo i peperoni, in caso di quelli freschi pulirli, togliere la parte interna e sciaquarli, nel caso di quelli sotto aceto, controllarne lo stato e sciacquarli per bene.. 


Una volta messi da parte i peperoni, la mollica di pane e completato di soffriggere il macinato, prendiamo un altra terrina e mettiamoci il soffritto di carne, la mollica di pane che avremo strizzato, i pinoli, i pezzetti di noci, sale, pepe e prezzemolo (il pepe e il prezzemolo se non vi piaciono potete evitarli)..  Mescolate gli ingredienti, e a questo punto aggiungete 1 uovo sbattuto e lavorate per bene il composto. L'uovo serve come legante per il ripieno oltre a dar sapore, quindi se doveste aumentare le dosi, 1 potrebbe non bastare per il composto.


Se avete problemi con l'uovo, potete usare l'olio per mescolare gli ingredienti, e aggiungerne fino a ottenere un composto omogeneo, senza però esagerare.. Poi, un altro filo olio, va sopra il peperone farcito (per questo vi ho detto di non esagerare) e infine se volete, potete aggiungere del pangrattato.. Metteteli in forno per 35-40 min, e girate ogni tanto per evitare che attacchino sotto. Se sotto, dovessero annerire un poco, non fa nulla, l'importante e non farli attaccare troppo o bruciare, Quando saranno cotti, e con una bella doratura sopra, serviteli!


Io li faccio cosi, però esistono diverse versioni anche più light con ripieno di riso e o tonno!
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25 novembre 2009

Vota il tuo piatto o ricetta...


Ciao, ho deciso di dare una piccola opportunità di scelta, a chi legge il mio blog.. Da oggi, inizierò ad attivare alcuni sondaggi, attraverso i quali sarete voi a votare e decidere una ricetta di cui parlerò in questo blog. Ogni settimana ci sarà un sondaggio, e potrete scegliere tra 3 o piu ricette, la vostra preferita. La più votata, verrà trattata qui' con tanto di curiosità e trucchi..
Per votare clicca sotto:
http://www.polljunkie.com/BAk2cQ/Poll5661.aspx
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Come fare il vin cotto e i tarallucci..

Il “vin cotto” è mosto che viene bollito, prima che la fase della fermentazione, e cioè che sia diventato vino, sia completata. Si prendono alcuni litri, si accende il fuoco, e si mette a bollire per alcune ore.. Questo è un processo molto lungo, ma può essere interrotto e ripreso. Quindi potete tranquillamente uscire se avete dimenticato, qualcosa al supermercato ^_^..


Io quest’anno, l’ho fatto per la prima volta, e ne ho prodotto un poco da conservare, per vedere se riuscivo a ottenere un buon risultato. E dell’altro anche per fare i famosi tarallucci col vino, che qui hanno un nome poco piacevole da dire, per cui rimango nella versione italiana..


Durante la cottura, si formerà anche della schiuma. La schiuma va tolta, e ogni tanto con una paletta bisogna girare, verificando che sul fondo della pentola , non si sia attaccato nulla.. Poi arrivato ad un certo punto, in cui il composto sarà diminuito, bisogna filtrarlo accuratamente e metterlo in un’ altra pentola, dove continuerà la sua cottura..


Quando sarà diventato di un colore marrone scuro, non nero, e se alla prova della goccia, vedremo una goccia tonda e ambrata, allora possiamo spegnere.. Io per fare questa operazione, avendone fatto poco, e avendone impiegato parte per i tarallucci, ho impiegato solo 4 ore.
Ma se ad esempio volete fare 2 litri, avrete bisogno di 10litri di mosto, e potete arrivare fin a 8 ore di tempo..


Per i tarallucci..
Per fare questi tarallucci occorrono, innanzitutto, solo 3 cose: vin cotto, farina 00 e sale. Quello che più rende difficoltoso farli, è il tempo impiegato, che dipende anche dalla cottura del vin cotto. Per farli solitamente viene impiegato del mosto a parte, solo per questo, e che fa parte dell’impasto, e nel cui restante, quando sarà diminuito di circa 3 quarti, verranno bolliti, per circa 5 min..


Io ho fatto in questo modo:
Durante la cottura, quando in parte, il vin cotto era già diminuito, ne ho tolto parte da utilizzare nell’impasto.. Facendo attenzione, perché il mosto è caldo, e deve essere usato caldo…
Ho impastato il vin cotto con la farina00, e una manciata di sale.. Il risultato deve essere un composto, che si riesce a lavorare e che risulta morbido. A questo punto, si fanno le strisce per fare i tarallucci.


Dopo averli fatti, ho prelevato altro mosto, di quantità inferiore, a quello che avevo destinato alla conservazione, e l’ho messo a bollire. Dopo circa un ora, però, come ho detto il tempo non è relativo, dipende dalla quantità. E accertatami che fosse diminuito, ma non troppo, e che non fosse diventato nero (altrimenti non si puo’ più usare per i tarallucci) vi ho messo i tarallucci a bollire per 5 minuti.


Altre cose che possono essere assaporate col vin cotto, sono le melecotogne.. Mia madre, poi era solita, fare dei barattoli, con i tarallucci da conservare e o portare ad amici. Io mi sono limita a farne pochi, da assaggiare in famiglia, da conservare in alcuni piatti. L'aspetto forse, non si noterà e o sarà un granchè nella foto, ma il sapore, non si può descrivere!


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07 novembre 2009

Mosto nei tini!

Anche quest'anno, il vino è stato fatto, e si sono avuti buoni risultati, tra l'altro, ho provato anche a fare una diversa varietà di vino, e il vin cotto!


La fase più difficile, a parte la coltura e la pompatura delle viti, nei mesi precedenti al raccolto, consiste nella macina.. Dove anche, se la meccanizzazione, ha semplificato, e di parecchio la pratica ( non si pesta più l'uva come una volta, e forse qualcosa in più si è perso), bisogna sempre porre un pò d'attenzione!


E in alcuni casi utilizzare anche il torchio, che spreme gli scarti della macina, e ottiene maggior prodotto..!
Poi, occorre la pazienza, e cioè l'aspettare che la fermentazione (la trasformazione degli zuccheri in alcol), abbia il suo corso!


In seguito, metterlo nelle botti, dove aspetterà fino a dicembre per  poter essere assaggiato, e tra marzo/aprile imbottigliato e regalato e o venduto, anche ad altri!


Le immagini più belle però, sono quelle del mosto nei tini ed è con quelle che vi lascerò..

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07 ottobre 2009

Salsa, pelati e pacche.. L'ultima raccolta di quest'anno!

Dopo un po' di assenza rieccomi qui.. Con alcuni vecchi e nuovi post promessi.. L'estate è passata, cosi, come la raccolta dei pomodori, che non è stata molto proficua quest'anno.. Ma nonostante ciò, a differenza di molti, siamo riusciti a fare un bel po' di scorte per questo inverno..


Nell'ultimo post, vi parlavo di come ottenere un po' di salsa in casa.. Adesso eccovi alcune foto e dettagli sulle conserve di salsa e pelati e pacche fatte in campagna durante l'ultimo periodo di agosto, (precisamente da dove abito io..)..


Prima di ciò, ho preparato tutto l'occorrente, ovvero: ceste; i barattoli lavati e messi da parte e i tappi (che vanno cambiati ogni anno);il basilico; la macchina per fare la salsa (diversa da quella per la salsa in casa); un ripiano da lavoro pulito; coltelli e cucchiai di legno; un retino per togliere i pomodori dal fuoco; veli per coprire i pomodori ;teli di sacchi; sale; la pentola o tegame per la bollitura dei pomodori e per la sterilizzazione delle bottiglie; e delle pietre (da mettere nella fase finale che spiegherò)..

La prima fase è quella della raccolta e della lavatura che io faccio utilizzando un paio di grossi contenitori, passandoli da uno all'altro..Dopo ciò,vengono adagiate in delle ceste in attesa della cottura.. E con l'aiutino di un retino di ferro vengono messe a bollire per pochi minuti, in seguito adagiate, sempre col retino, in altre ceste in cui sono stati posizionati dei veli bianchi, con cui verranno coperti, in attesa della lavorazione..

Se in attesa di essere macinati per la salsa, verranno cosparsi col sale grosso, il sale deve essere cosparso in modo uniforme sullo strato dei pomodori(non sommersi) ripetendo l'operazione se ne vengono aggiunti degli altri. I pomodori che dovranno essere lavorati per fare i pelati (cioè senza buccia)vengono portati su un piano di lavoro e privati della buccia e della parte interna verde e dei semi senza esagerare e poggiati in un recipiente preparato apposta, dove dovranno scolare..
Mentre le pacche che dovranno essere lavate, non dovranno essere ne cotte ne private della buccia ma solo pulite nell'interno..

All'interno delle foto di vedono chiaramente alcune differenze...Gli scarti delle lavorazioni possono essere successivamente passati per ottenere salsa..Per la serie non si butta mai nulla o troppo.!!

Dopo aver preparato il pomodoro per le conserve di pacche o di pelati, si può passare quindi a utilizzare la macchina per fare la salsa.. La salsa viene fatta dopo, per permettere ai pomodori di scolare e anche perché può capitare di utilizzare un po' di salsa, anche per riempire i vuoti dei barattoli di pelati e pacche..

Normalmente si usa anche o solo la parte posteriore dei cucchiai di legno per eliminare i vuoti nella bottiglia. Ma questo procedimento è un po' fastidioso e non è detto che si eliminino tutti, cosi, alcuni preferiscono aggiungere anche un po' di salsa. E ovviamente aggiungere 2-3 foglie di basilico, all'interno dei barattoli.

Riempito e tappate le bottiglie si passa alla fase finale, ovvero, la sterilizzazione. Questo serve per conservare meglio il prodotto e eliminare eventuali batteri.Dopo aver scelto il tegame adatto per le bottiglie in base alla quantità, si riempe con le bottiglie che verranno poi chiuse con dei teli di sacchi messi in precedenze, e tenute ferme anche da delle pietre (per evitare il muoversi delle bottiglie in bollitura). Si aggiunge l'acqua, si accende il fuoco e a partire dalla bollitura si conta un ora e poi si spegne e si lascia raffreddare.. Di solito la bollitura mi capita di farla sempre in serata, e la mattina tolgo i barattoli e li sistemo a posto.. Di seguito ecco alcuni scatti..




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14 agosto 2009

Un pò di salsa faidate -parte 1

Agosto....!! Questo è anche il periodo dei pomodori, delle bottiglie di salse, e di varie conserve..

Per chi abita in campagna, può essere naturale farle!! Ma con un po' di spazio, si può riuscire a ottenere un po' di salsa fai da te, anche in città..!!

Ecco come fare:.
Innanzitutto procuratevi (a parte i pomodori) un passapomodori.


















Quello in foto costa dai 10 a qualcosuccia in più, di euro, comunque non molto.. In genere esistono diversi tipi di passatutto,anche con ripiano, ma questo è quello più semplice ed economico. E' in plastica, ma ottimale. Lo uso quando ho poco sugo da fare, e magari ho dei pomodori/ini che non sono riuscita a consumare e prima che si perdano, faccio direttamente un po' di sugo, che posso anche congelare..


Il mio "Passatutto", in questione, suggerisce testualmente che "è possibile passare circa 50Kg di pomodori l'ora e ogni tipo di verdura cotta e frutta, separandone la buccia dalla polpa. Lavabile in lavastoviglie. Prodotto in polipropilene, rullo e manico in nylon, atossici per alimenti. Retina in acciaio inox. Ventosa in pura gomma con movimenti in nylon ad alta resistenza". Ora che vi ho scritto il tipo di utilizzo a cui viene indicato, vi descrivo da cosa è composto e come vado ad utilizzarlo..


Quindi riassumendo, è molto semplice, consiste in un pezzo unico con alcune parti da incastrare. All'interno vi è una parte rotonda, cioè il rullo per passare, contenete una molla con un buco, dove andrà ad incastrarsi, anche, la maniglia per girare e schiacciare i pomodori.. Contiene anche un pezzo da aggiungere alla base da dove uscirà il sugo, e una vaschetta da poter utilizzare. Direi più semplice di alcuni giochini kinder, che a volte risultano più ostici ^_^!
///maniglia ///// /////////////rullo con molla
















In genere in cucina, è meglio mantenersi su 1-2 kg di salsa, perché di più, a parte lo spazio e il casino, potrebbe diventare pericoloso, il ripiano della cucina a gas, per la troppa quantità. E se vedete che la quantità potrebbe essere maggiore, meglio optare per fare diverse bolliture..




Una volta montato il passapomodori, date una lavata ai pomodori. Poi riempite la pentola quanto basta con acqua, e fate arrivare a bollitura. Considerate, prima di mettere a bollire l'acqua, che quando aggiungerete i pomodori, non possa a superare il bordo della pentola, per i problemi spiegati prima. Poi, a bollitura, buttate in modo cauto i pomodori, e girate un massimo di un paio di volte..


Una decina di minuti se non meno, il tempo di fare un paio di girate con il mestolo, che li vedrete appassiti (diciamo cosi^_^)! A questo punto li togliete scolandoli, e mettendoli in un contenitore di ceramica, o uno scolapasta (non di plastica) dove possano un pochino raffreddare. Una volta raffreddati con l'aiuto di un mestolo o altro li passate con la macchina. Ottenuta la salsa aggiungete un cucchiaio di sale e conservate.


PS: Le bucce dei pomodori, tendono a trattenere il succo, quindi sarebbe necessario se si vuole passare una doppia volta le bucce scartate. Inoltre, il sale andrebbe aggiunto dopo averli bolliti e messi da parte, ma utilizzando questo piccolo passatutto, ho preferito metterlo dopo per non rovinarlo.. Infatti il sale si sa corrode un pochino!!


La prossima lezione, sarà su come fare le conserve di pomodori, e lo illustrerò meglio con tante foto a riguardo.. Vi invito a non perderlo..^_*
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29 luglio 2009

Fiori di zucca impanati e fritti

Ciao a tutti,
oggi voglio presentarvi una ricetta estiva, ottima da accompagnare con insalate e o anche altri soffritti vari.. Ovvero: "I Fiori di zucca impanati e fritti", propriamente detti, dalle mie parti, fiori di "cocozza"..

Di questa ricetta, esistono mille varianti, è anche io, o il mio modus operandi, su come prepararla...^_*
Innanzitutto, passiamo a pulire i fiori, tagliando metà gambo, e sfilettando un poco la parte restante, insieme a quei filetti verdi attorno alla base del fiore.. Il tutto delicatamente, senza rovinarlo e renderlo inutilizzabile..

A questo scopo, consiglio di prepararli, non appena colti o comprati, insomma a fiore fresco e ben aperto. Anche per poter togliere, poi, il pistillo che si trova, all'interno del fiore.. Quindi risulta più pratico, se il fiore è fresco, per poterlo pulire e cucinare..

Poi prepariamo della carta d'alluminio, o una ciotola, in cui metteremo un po' di farina, e a parte, un piatto, in cui romperemo 2 uova e aggiungeremo del sale.. A questo punto c'è chi fa la pastella, utilizzando, la farina mischiata all'uovo, e chi usa anche la birra. Io mi regolo diversamente!!

Lavo i fiori, sciacquandoli delicatamente, e poi li infarino a parte, e li passo in seguito nell'uovo.. Poi metto una pentola con dell'olio, e lo faccio scaldare.. E a olio caldo, metto a soffriggere i fiori..
Miraccomando fate attenzione, perché la cottura dei fiori è veloce.. Pochi minuti per parte, e poi li adagio su un piatto, in cui ho poggiato della carta, per far assorbire l'olio.. E fiori sono pronti da servire, magari con una bella insalata di pomodorini( che iniziano a vedersi già in questo periodo..) ^_*..!
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30 giugno 2009

L'eccesso al salutismo puo' anche far male...

Amo la natura, e il cercare di conservare, alcune tradizioni, considerò sia un bel modo di vivere sano e ricordando, i buoni valori. Ma a volte, alcune persone eccedono, e senza far riferimento ad alcuna tradizione.. L'uomo è pur sempre un animale! E un animale, a differenza degli erbivori, non vive di sole piante, fiori o arbusti.. Con questo mi riferisco, all'alimentazione vegan!!!!


L'uomo ha bisogno non solo delle vitamine che la verdura ci può' dare, ma anche della carne. Non mangiandola rinunciamo a proteine, lipidi, e alcune vitamine quale la B12. Quello che bisogna evitare, e di mangiarne in quantità eccessiva. In questo caso fa male, senza contare che diamo una mano all'inquinamento... Non solo in termini, di scarti e rifiuti, ma inquinamento dovuto al trasporto e al mantenimento delle carni da macellare. Molta carne di quella mangiata in Italia, viene importata, e spesso arriva da viaggi estenuanti, in condizioni igieniche al limite.. Quindi, quando si va a comprare, è opportuno, verificare la provenienza, cercando di comprare, solo carne italiana, e comprarne in una certa quantità. Però non di certo privarsi, di una bella fettina di carne, magari, da accompagnare, in una serata, con una discreta quantità di patatine fritte..

Un altra cosa, che non piace, è l'abrogarsi il diritto di scegliere per gli altri, dei vegan.. Una domanda che sicuramente molti si sono fatti:" E' giusto decidere di imporre un alimentazione vegan per i piccoli?" Questa è però una domanda, che si può' porre in tanti ambiti, religione, costumi sociali, ecc! Sta di certo, che io non amo le imposizioni, di nessun genere, anche se sempre ci saranno.. Ed è giusto che i genitori, cerchino di insegnare i propri valori, o costumi sociali ai figli, ma anche giusto far scegliere loro, tanto più, che la scelta vegan/vegetariana, comporta il rinunciare ad alcuni valori nutrizionali dell'ambito alimentare. Quindi, si dovrebbe aspettare, e alimentare in un modo consueto i piccoli, per poi, una volta cresciuti, permettere loro di decidere? L'argomento, merita riflessioni a riguardo. Anche se io la considerò cosi, però non voglio imporre nulla a nessuno!!
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27 giugno 2009

Il tiglio


Ciao a tutti,
con il post di oggi, andremo a vedere meglio, come poter conservare il tiglio, per i decotti di cui sto vi parlardo, ormai da un pò di tempo..





Ma innanzitutto, voglio chiarire una cosa! Io utilizzo questi preparati per fare dei decotti, il che, è diverso dal fare degli infusi o tisane.. E' differente, sia nel come vengono utilizzate, che dal tempo di cottura. Infatti, nell'infuso, si usano semi, fiori, foglie, sbriciolate, o comunque preparati sminuzzati, da mettere per pochi minuti,o su cui versare l'acqua prima bollita. L'infuso, viene definito, anche tisana più leggera. E non si usano parti dure!! Nel decotto, avremo fascetti, corteccia e o radici. Si aggiungono in acqua prima, e si fanno bollire, anche fino a 20 min, come nel mio caso.. Io utilizzo dei fascetti di camomilla, una manciata di malva con la corteccia (di cui parlerò nel prossimo post), e del tiglio con foglia (come vedete dalla foto). Ecco che quindi i tempi di cottura, e preparazione si allungano. La tisana, invece, utilizza fiori, erbe sminuzzate, con qualche eccezione, su alcune parti di piante un pò dure.. E bisogna fare attenzione, a quanto se ne usa.. Solitamente, un cucchiaio intero, di un composto misto, o un piccolo cucchiaino per ogni componente se non mischiati.. Comunque, è sempre meglio chiedere, se non si conoscono e o si comprano in erborista, questi preparati. Sbagliare le dosi, puo' essere un esperienza, che non si scorda con le tisane.. Soprattutto, se se ne prende una che dovrebbe rilassare, potreste ritrovarvi, svegli fino alle tre di notte..

(^_^)!

E adesso, passiamo al tiglio.. Il tiglio non ha un gambo duro,(il fiore) e solitamente, si taglia la parte di sopra, con la foglia, come a far formare la lettera "V". Se vedete nel dettaglio foto, che ho fatto, potrete accorgevene da soli. Quindi solo la parte della pianta e la foglia. Per cui, dopo che l'avrete lavata, a differenza della camomilla e della malva, asciugatela con un panno e lasciatela dentro una cesta, per una mezza giornata..lontano dal sole. Il giorno seguente, verificate che sia asciutta, rivoltatela all'interno della cesta, per controllare meglio. Poi, prendete un panno largo, e stendela su un ripiano o stendino, comunque qualcosa che si possa spostare, perchè deve evitare il sole diretto. Occorreranno non più di 4 giorni. Quindi, alla fine del periodo, controllate lo stato di essiccatura, e conservatela come avrete fatto con la camomilla , in un barattolo di vetro. L'importante, è evitare il sole, perchè a differenza delle altre, asciuga subito, e potrebbe anche annerire facilmente.

Ci risentiamo con la malva..
ciao ciao
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11 giugno 2009

Camomilla appena fatta..

Vi avevo promesso, che sarei entrata, più nei dettagli, nell'essicazione, e nella preparazione dei decotti e delle tisane, da conservare, per l'autunno e l'inverno.. Ed eccomi qui!

Partiamo dalla camomilla, e da come l'ho sistemata dopo raccolta..

1) ho raccolto la camomilla e l'ho lavata, e l'ho messa a scolare ed asciugare in un pomeriggio.

2) dal mattino seguente l'ho messa ad essicare su uno stendino che non utilizzavo, ritirandolo nel tardo pomeriggio, e rimettendolo in mattina per 4 giorni. Come potete vedere sotto, nella foto delle margherite sullo stendino..











margheritine messe su stendino
3) dopo 4 giorni, l'ho come si dice da queste parti ammazzoccata, pulita un poco, non troppo, da alcune impurità o foglie troppo secche e della parte posteriore del gambo. Pulitura che non deve essere eccessiva!! Poi, le ho legate a piccoli fascetti, cosa che si puo' fare sia col gambo stesso che con un filo di cotone.

4) Cosi sistemate le ho rimesse sullo stendino e messe fuori per altre due giorni, sempre seguendo la stessa procedura dell'inizio, cioè, fuori al mattino e dentro la sera ^_^..











pianta ammazzoccata











scarti che ho fatto

5) infine ho messo il prodotto finale in un barattolo di vetro, per poterlo conservare meglio, come da foto.
Cosi sistemato è pronto, per l'appunto, per essere conservato e consumato, come ho spiegato, nell'ultima parte del mio primo post, a riguardo.. (eventualmente si puo' usare solo il fiore io preferisco usarlo cosi nei per i decotti)
ciao
e alla prossima

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